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Battlefleet Gothic. Negli anni '80 la Games Workshop pubblica un
boardgame molto semplice, ambientato nel cupo futuro di Warhammer 40000. Il
titolo di questo gioco era Space Fleet, e si trattava di un simpatico gioco di
combattimento tra astronavi. Il sistema di combattimento era terribile, perchè i
dadi per colpire si dovevano tirare nel coperchio della scatola, contrassegnato
da nove caselle su cui c'era scritto "HIT" o "MISS", e a seconda di dove cadeva
il dado si considerava il colpo a segno o mancato. Anche le manovre erano
prestampate e si dovevano scegliere in segreto e poi rivelarle simultaneamente.
Il movimento era fatto su una mappa quadrettata. Quel gioco ebbe scarso
successo, sebbene la linea di miniature relativa fosse davvero bella.
Warzone. L'unico antagonista ben pubblicizzato soprattutto in Europa per Warhammer 40K è stato Warzone. Pubblicato in tre edizioni (di cui due in italiano), Warzone è ambientato nel sistema solare, e neppure tanto lontano nel futuro. Gli esseri umani hanno devastato ed abbandonato la terra (the Dark Eden), ed hanno colonizzato tutti i pianeti interni del sistema solare, facendo della cintura degli asteroidi un sistema minerario. Hanno poi scoperto un decimo pianeta, Nero, su cui hanno trovato e naturalmente distrutto il sigillo che bloccava l'Oscura Simmetria ed i CInque Apostoli del Male. Rotto il sigillo, la Simmetria si diffonde ovunque. La Luce del Cardinale e le cinque Corporazioni umane cercano di resistere, ma nel frattempo si picchiano allegramente tra di loro. Il gioco è rapido, richiede molte meno miniature di analoghi giochi ed i modelli prodotti sono davvero belli. Inoltre c'è il fatto che le corporazioni sono quasi tutte "nazionali": ci sono i giapponesi, gli inglesi, gli europei ed i nordamericani, oltre ad una fazione ipertecnologica ed alla Fratellanza, che è una teocrazia in piena regola con tanto di inquisizione; a queste si aggiunge naturalmente l'Oscura Simmetria, dotata di non morti e creature aliene e divisa comunque in più fazioni, e recentemente anche le fazioni degli sfortunati rimasti su Dark Eden, che naturalmente nel frattempo è stato ricontattato sia dalle corporazioni che dalla Simmetria. Questo rende più accattivante l'idea di personalizzare il proprio esercito, anche basandosi su schemi della seconda guerra mondiale. Ci sono ovviamente anche regole sui mezzi da battaglia e sulla magia. All'epoca questo sistema di gioco derivò da un gioco di carte collezionabili piuttosto bello da giocare (Doomtrooper) e da un GdR (Mutant Chronicles), e diede origine almeno a tre bellissimi boardgames (Blood Beret, Fury of the Clansmen ed il classicissimo Siege of the Citadel, mai distribuito in Italia ed ormai introvabile se non su Ebay). Una valida alternativa a WH40K. Vi consiglio comunque di visitare lo splendido sito italiano non ufficiale su Mutant Chronicles!
Starsiege: Rebellion. Anni fa la Sierra distribuì un videogioco sulla falsariga di Battletech, con un bel background. Si trattava dell'ultima disperata difesa degli umani contro le macchine da guerra che loro stessi avevano creato per evitare di dover morire in guerra, e che ora si ribellavano ai loro controllori umani. Il gioco si chiamava Earthsiege, e le macchine Cybrid. In seguito furono prodotti due sequel, di cui il secondo si intitolava appunto Starsiege: Rebellion. Da questo la AoG trasse un gran bel gioco di miniature, molto molto rapido ma che ebbe scarsa diffusione e fu quindi abbandonato dalla casa produttrice, con sommo rammarico di noi pochi che lo giochiamo. La linea di miniature include diversi design molto belli ed altri un po' meno, ed ha qualche difetto di scala, ma il gioco è molto molto rapido e divertente... una buona alternativa a Battletech. Qui potete vedere alcune unità dipinte da me...
Silent Death. Un gioco di combattimento tridimensionale tra caccia
nello spazio. Anche qui abbiamo le solite fazioni terrestri che si sono disperse
un po' dovunque nello spazio, ma in più ci sono dei simpatici alieni insettoidi
e disgustosi alquanto (tipo Alien, per intenderci), che hanno la brutta
abitudine di voler invadere i pianeti umani, e che sono stati risvegliati da un
eccesso di tecnologia.
Battletech. Ragazzi, qui si parla di un classico, che ha avuto
purtroppo un'evoluzione sfavorevole ed è finito preda dei giochi collezionabili
con Mechwarrior. In linea di massima il gioco è una simulazione su mappa
esagonale di un combattimento tra mezzi terrestri. Solo che invece dei tank ci
sono i battlemechs, colossi bipedi corazzati provvisti di armi
potentissime. Il background era uno dei punti di forza del gioco (dato che le
immagini dei mech erano spudoratamente copiate da Robotech). Dopo l'ennesima
guerra apocalittica i 'mechs erano rimasti in possesso degli eserciti ma si era
persa la tecnologia per costruirli. Quindi oltre a vincere le battaglie nel
gioco campagna dovevi salvaguardare il tuo mezzo ed anzi recuperare i pezzi di
quelli che distruggevi. Davvero un bel gioco. In arrivo... EPIC 40.000
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