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Battlefleet Gothic. Negli anni '80 la Games Workshop pubblica un boardgame molto semplice, ambientato nel cupo futuro di Warhammer 40000. Il titolo di questo gioco era Space Fleet, e si trattava di un simpatico gioco di combattimento tra astronavi. Il sistema di combattimento era terribile, perchè i dadi per colpire si dovevano tirare nel coperchio della scatola, contrassegnato da nove caselle su cui c'era scritto "HIT" o "MISS", e a seconda di dove cadeva il dado si considerava il colpo a segno o mancato. Anche le manovre erano prestampate e si dovevano scegliere in segreto e poi rivelarle simultaneamente. Il movimento era fatto su una mappa quadrettata. Quel gioco ebbe scarso successo, sebbene la linea di miniature relativa fosse davvero bella.
Anni dopo, nel 1999, la GW pubblica Battlefleet Gothic (BFG). Stavolta si tratta di un tridimensionale. La meccanica è la solita di Warhammer: dadi a 6 facce, tiro per colpire, tiro armatura e basta. Ma stavolta è possibile fare tattica con le singole navi. Libertà assoluta di movimento, di manovra e di tiro, dato che si gioca senza quadretti e senza "HIT" e "MISS".  Ufficialmente BFG perde il supporto dei negozi ufficiali meno di un anno dopo la sua uscita. Ma il gioco è valido, molto molto valido, e raccoglie consensi, per cui viene ancora prodotto, venduto e supportato dalla GW. Alle due flotte base (Impero e Caos) vennero aggiunti presto gli Eldar e gli Orks, e poi le nuove razze. Si cominciò con un tentativo di navi Tyranid, seguite da splendidi modelli di navi Necron, poi due modelli di navi Demiurgh, poi gli Elfi Scuri (aggiunta discutibilissima dell'ultima edizione di WH40K), poi i Tau (splendidi) e così via. I modelli sono tutti davvero molto belli, relativamente semplici da dipingere, ed il gioco è giocabile anche con pochi modelli. Le regole vengono continuamente aggiornate ed è pure possibile creare navi nuove (però solo per le razze ufficiali), per cui il gioco ha un certo grado di personalizzazione. Qui vedete qualche miniatura dipinta da me... per altre miniature e siti dedicati a questo bellissimo gioco, eccovi qualche link:
Epic 40K

Blackstone Six
The Golgotha Spiral

 

Warzone. L'unico antagonista ben pubblicizzato soprattutto in Europa per Warhammer 40K è stato Warzone. Pubblicato in tre edizioni (di cui due in italiano), Warzone è ambientato nel sistema solare, e neppure tanto lontano nel futuro. Gli esseri umani hanno devastato ed abbandonato la terra (the Dark Eden), ed hanno colonizzato tutti i pianeti interni del sistema solare, facendo della cintura degli asteroidi un sistema minerario. Hanno poi scoperto un decimo pianeta, Nero, su cui hanno trovato e naturalmente distrutto il sigillo che bloccava l'Oscura Simmetria ed i CInque Apostoli del Male. Rotto il sigillo, la Simmetria si diffonde ovunque. La Luce del Cardinale e le cinque Corporazioni umane cercano di resistere, ma nel frattempo si picchiano allegramente tra di loro. Il gioco è rapido, richiede molte meno miniature di analoghi giochi ed i modelli prodotti sono davvero belli. Inoltre c'è il fatto che le corporazioni sono quasi tutte "nazionali": ci sono i giapponesi, gli inglesi, gli europei ed i nordamericani, oltre ad una fazione ipertecnologica ed alla Fratellanza, che è una teocrazia in piena regola con tanto di inquisizione; a queste si aggiunge naturalmente l'Oscura Simmetria, dotata di non morti e creature aliene e divisa comunque in più fazioni, e recentemente anche le fazioni degli sfortunati rimasti su Dark Eden, che naturalmente nel frattempo è stato ricontattato sia dalle corporazioni che dalla Simmetria. Questo rende più accattivante l'idea di personalizzare il proprio esercito, anche basandosi su schemi della seconda guerra mondiale. Ci sono ovviamente anche regole sui mezzi da battaglia e sulla magia. All'epoca questo sistema di gioco derivò da un gioco di carte collezionabili piuttosto bello da giocare (Doomtrooper) e da un GdR (Mutant Chronicles), e diede origine almeno a tre bellissimi boardgames (Blood Beret, Fury of the Clansmen ed il classicissimo Siege of the Citadel, mai distribuito in Italia ed ormai introvabile se non su Ebay). Una valida alternativa a WH40K. Vi consiglio comunque di visitare lo splendido sito italiano non ufficiale su Mutant Chronicles!

 

Starsiege: Rebellion. Anni fa la Sierra distribuì un videogioco sulla falsariga di Battletech, con un bel background. Si trattava dell'ultima disperata difesa degli umani contro le macchine da guerra che loro stessi avevano creato per evitare di dover morire in guerra, e che ora si ribellavano ai loro controllori umani. Il gioco si chiamava Earthsiege, e le macchine Cybrid. In seguito furono prodotti due sequel, di cui il secondo si intitolava appunto Starsiege: Rebellion. Da questo la AoG trasse un gran bel gioco di miniature, molto molto rapido ma che ebbe scarsa diffusione e fu quindi abbandonato dalla casa produttrice, con sommo rammarico di noi pochi che lo giochiamo. La linea di miniature include diversi design molto belli ed altri un po' meno, ed ha qualche difetto di scala, ma il gioco è molto molto rapido e divertente... una buona alternativa a Battletech. Qui potete vedere alcune unità dipinte da me...

 

Silent Death. Un gioco di combattimento tridimensionale tra caccia nello spazio. Anche qui abbiamo le solite fazioni terrestri che si sono disperse un po' dovunque nello spazio, ma in più ci sono dei simpatici alieni insettoidi e disgustosi alquanto (tipo Alien, per intenderci), che hanno la brutta abitudine di voler invadere i pianeti umani, e che sono stati risvegliati da un eccesso di tecnologia.
Il sistema di gioco è bello e flessibile, è facilmente personalizzabile, e funziona bene pure senza miniature. Attualmente non è semplicissimo trovarlo in giro, ma se ci riuscite, la scatola base "Next Millenium" è provvista di un bel numero di miniature di caccia! Cercherò di pubblicare presto qualche immagine dei miei caccia. Nel frattempo, la Nexus ha pubblicato in Italia alcune di queste miniature, a prezzo notevolmente ridotto e comprensive di basette, ma senza ufficializzarle come miniature per Silent Death. Non male. Purtroppo non sono facili da reperire le miniature degli shuttle da battaglia e soprattutto dei Grubs, gli insettoidi cattivissimi nemici dell'umanità (e di qualche nostro alleato alieno), le cui navi sono davvero belle da dipingere e da vedere (come negli esempi da me dipinti qui).

 

Battletech. Ragazzi, qui si parla di un classico, che ha avuto purtroppo un'evoluzione sfavorevole ed è finito preda dei giochi collezionabili con Mechwarrior. In linea di massima il gioco è una simulazione su mappa esagonale di un combattimento tra mezzi terrestri. Solo che invece dei tank ci sono i battlemechs, colossi bipedi corazzati  provvisti di armi potentissime. Il background era uno dei punti di forza del gioco (dato che le immagini dei mech erano spudoratamente copiate da Robotech). Dopo l'ennesima guerra apocalittica i 'mechs erano rimasti in possesso degli eserciti ma si era persa la tecnologia per costruirli. Quindi oltre a vincere le battaglie nel gioco campagna dovevi salvaguardare il tuo mezzo ed anzi recuperare i pezzi di quelli che distruggevi. Davvero un bel gioco.
Poi sono arrivate le espansioni. Sono arrivati i nuovi mech (a centinaia), poi i clan con la nuova imbattibile tecnologia, e Battletech è diventata la versione 3d di Magic. Intollerabile.
Dopo di che, la FASA ha chiuso i battenti. Sebbene ci sia al momento attuale una casa produttrice di miniature che continua a produrre modelli per tutti i giochi FASA (si chiama Ironwind se vi interessa), i diritti sul gioco sono stati acquistati dalla Wizkids che ha fatto di Battletech l'ennesimo gioco di miniature collezionabili. Ora per avere la vostra firelance preferita dovete comprare decine di booster packs sperando che vi esca il mech che aspettavate. Che tristezza. Fortunatamente, ci sono centinaia di persone che giocano ancora a Battletech (quello originale) e quindi non è difficile nel Web trovare un club o un sito che ne parli in maniera diffusa.

In arrivo... EPIC 40.000

 

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