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Il Circuit Training (tratto da "Manuale di Sopravvivenza per Karateka", di M. Signore)

Cosa è il circuit training? Noto anche come La Via Crucis (perchè si divide in stazioni), il circuit training è per l'appunto un circuito di allenamento. ufficialmente serve per allenare gli atleti. Io credo serva per eliminare fisicamente gli avversari. Tu aspetti che quelli della squadra avversaria vengano a "spiarti", poi in quel momento fai partire i tuoi atleti per un "finto" circuit training. Gli avversari vedono e tornano nella loro palestra dicendo "ah, quelli stanno facendo questo e quest'altro!!". Il capo della palestra avversaria dirà "vabbè. Allora lo facciamo pure noi, e meglio di loro!!!". Poveri pazzi...

Il C.T. (abbreviazione di circuit training) si fa in questo modo. Si prende un volontario suicida. Lo si fa correre per circa cinque minuti al massimo, finchè non sta per schiattare d'infarto (un metodo usato è quello di nascondere nella tasca dello sventurato atleta un cosciotto di pollo e poi liberare i pitbull). Poco prima dell'infarto (il maestro conosce i tempi, dopo aver visto dipartire i primi sei o sette allievi), si prende lo sfortunato campione (senza valore, ormai) e gli si misurano le pulsazioni. Assodato che clinicamente lo sventurato è ancora vivo, lo si mette a fare il vero e proprio C.T. (o Via Crucis che dir si voglia).

Il maestro ("... solo un Maestro del Male", come dice un personaggio di un noto film di fantascienza) allora decide le "stazioni" da fare nel C.T. Il termine "stazioni" certamente deriva dal fatto che dopo il C.T. ti senti come se ti fossero passati vari treni sopra (io avevo proposto un termine alternativo: asfalto, siccome puoi anche sentirti come l'asfalto passato sotto il rullo compressore locale). Le stazioni vengono ovviamente scelte con la massima cazzimma possibile, sicchè gli sventurati atleti avversari che stanno spiando i nostri beniamini (quelli sopravvissuti ai test, of course) possano crepare più dolorosamente possibile una volta tentato di imitare il C.T. proposto.

Nel nostro caso la faccenda si svolgeva così.

1) "raggiungere di corsa la prima stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: l'atleta deve correre come se avesse Schwartzenegger versione T800 alle calcagna

2) "Prima Stazione: piegamenti sulle braccia"

Spiegazione: non i normali piegamenti, ma 30 piegamenti contratti (fanno più male e sono più faticosi) con il maestro (sempre Schwartzenegger) che ti schianta al suolo ogni volta che ti alzi. I 30 piegamenti vanno fatti al meglio ed in un tempo limite di quindici secondi. Se dovessi sopravvivere a questa prima stazione è tempo di affrontare la seconda.

3) "raggiungere di corsa la seconda stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: vedi punto 1), ma schwarzy è provvisto di clava di quercia.

4) "Seconda Stazione: mawashi geri"

Spiegazione: tra i calci a disposizione di un karateka, quello che fa meno male all'avversario e più male a sè stessi è il mawashi geri che in giapponese significa sia "calcio circolare" che (secondo alcuni studiosi) "mi spezzo l'anca nel tentativo di colpire una formica che fa paracadutismo ascensionale". Il bello è che devi dare 20 calci di sinistro e 20 di destro nei soliti quindici secondi. Se sopravvivi ai primi dieci ti puoi fregiare del titolo di Van Damme Dei Poveri. Io non ce l'ho fatta... ma sono sopravvissuto per ricevere il titolo di "Ameba dei Poveri". Rechiamoci quindi senza fallo alla stazione 3 (Lamezia Terme)

5)  "raggiungere di corsa la terza stazione nel minor tempo possibile"                                                               

Spiegazione: vedi punto 1) con il T1000 che tifa per il T800.

6) "Terza Stazione: addominali"

Spiegazione: quando tu fai fino a 300 addominali a sera, non ti sembra faticoso farne 45 in 15 secondi. Anche se il Maestro ti incita con metodi giapponesi a far presto (tipo, p.es., colpi sulle gengive con un crick della 1100 della cognata del maestro stesso).Vi assicuro invece che E' FATICOSISSIMO. Ma si sopravvive. Come diceva quel tale: "ciò che non ti uccide ti rende più forte". Ecco perchè gli avversari vengono sconfitti dopo il C.T. Ed andiamo allegramente verso la stazione Number Four. Siamo a metà strada... e siamo ancora vivi!

7)  "raggiungere di corsa la quarta stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: stavolta oltre al punto 1) anche il T1000 ti corre appresso.

8) "Quarta Stazione: Gyaku Tsuki"

Spiegazione: il "pugno opposto" (altra traduzione: "mi disintegro i legamenti del bacino mentre cerco di imitare Bruce Lee") è uno spasso... soprattutto se devi farne i soliti 60 (30 dx, 30 sx) in 15 secondi. A questo punto buona parte degli atleti sta boccheggiando (qualcuno non ce l'ha fatta ed è stato sepolto alla stazione 3).

9)  "raggiungere di corsa la quinta stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: tu corri, gli altri che ti inseguivano non ce la fanno più, ma il maestro non te lo dice e ti lascia credere di essere ancora nella situazione di cui al punto 7.

10) "Quinta Stazione: Dorsali"

Spiegazione: con la sua soave massa pari a quella della corazzata Yamato, il maestro ti si siede sulle caviglie (già da tempo lesionate per una lite giovanile con il fruttivendolo il quale ti aveva precedentemente spaccato un paio di angurie sulle caviglie), e tu, a pancia sotto, devi alzare le spalle. 30 volte in 15 secondi, of course. Questo esercizio i giapponesi lo chiamano anche "posizione del cobra", nel senso che è meglio farsi uccidere da un cobra che fare questa cosa tremenda durante un C.T. Per i sopravvissuti, però, si profila la linea del traguardo.

11 "raggiungere di corsa la sesta stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: ormai a pezzi e privo dell'uso del cervello, colato via durante la quinta stazione, l'atleta annaspa (facendo finta di correre) barcollando a velocità notevole verso la sua prossima sala di tortura.

12) "Sesta Stazione: Ura Mawashi Geri"

Spiegazione: se ricordi il calcio presentato al punto n. 4, sappi che questo è peggio. "Ura" in giapponese significa "rovesciato". Si tratta di un chiaro accenno al fatto che l'atleta in queste condizioni vomita anche l'anima, ma da stoico praticante delle arti marziali continua impreterrito l'allenamento nel C.T. I soliti 30 e 30 calci nei canonici 15 secondi, con in più il rischio di cadere in una fossa appositamente preparata alle tue spalle, con il pavimento tapezzato di simpatici scorpioni (per alcune persone sono previsti vermi assortiti... vero, dolcezza?)

13)  "raggiungere di corsa la settima stazione nel minor tempo possibile

Spiegazione: In questo momento tu corri solo per inerzia e per il fatto che desideri finire questa tortura al più presto possibile. Che il maestro ti incalzi armato di grosso randello nodoso è un incentivo secondario.

14) "Settima Stazione: rotazioni del busto"

Spiegazione: nota anche come "anche i samurai hanno un cuore" (che si chiama kokoro in giapponese...da cui il napoletano "c''o core..."), questa stazione è la meno faticosa. Si tratta solo di ruotare il busto a destra e sinistra molto rapidamente... restando in kibadachi, che è una delle posizioni del karate più dolorose in assoluto: gambe piegate al ginocchio, piedi paralleli e busto eretto. Kibadachi in giapponese significa "posizione del cavaliere", o anche "mi disintegro i menischi cercando di resistere allo tsunami nella baia di Tokyo". Ecco qui.

15)  "raggiungere di corsa l'ottava stazione nel minor tempo possibile"

Spiegazione: si sono fatte le 21 e 30 ed il maestro deve tornare a casa per cui MUOVETEVI!!!

16) "Ottava Stazione: Kizami tsuki"

Spiegazione: il kizami è il pugno più veloce che un karateka ha a disposizione. Fatto in combattimento è bello ed anche vagamente dannoso per l'avversario. Fatto alla fine del C.T. ti comporta la lussazione di almeno tre separate articolazioni del braccio, quando tu - stanco e dimagrito di almeno sei chili - lasci partire il primo pugno senza controllo... ed insieme al pugno assisti alla partenza del polso e del gomito. Il tutto va fatto con la solita tecnica da criminale di guerra: 30 e 30 in 15 secondi.

 Ma siamo alla fine, e l'atleta può riprendere fiato ed essere contento di essere arrivato n. 1!! (straccio).

Insegnamento budo: Il karateka è come l'acqua: più forte lo colpisci più ti fai male.

Corollario: se è come l'acqua, se lo metti al sole evapora.